Toro 1976, la costruzione di un amore
La genesi dell'ultimo scudetto granata
Marcello Bonetto ripercorre la costruzione del Torino che conquistò lo storico scudetto nella stagione 1975-76. Il punto di svolta fu l'ingaggio dell'allenatore Luigi Radice, scelto dal dirigente Giuseppe Bonetto per la sua visione innovativa. Radice, soprannominato "Il Martello", trasformò l'identità della squadra introducendo i dettami del calcio totale olandese, basato su pressing asfissiante e tattica del fuorigioco.
Il successo fu il risultato di un mercato ambizioso che vide l'innesto di giovani talenti come Eraldo Pecci e Patrizio Sala, che andarono a integrare un gruppo già solido guidato dai "gemelli del gol" Pulici e Graziani. Quella formazione non solo vinse il titolo, ma l'anno successivo stabilì il record di 50 punti, arrivando seconda dietro la Juventus nonostante un gioco considerato tra i più spettacolari dell'epoca.
Il racconto evidenzia anche il lato umano e societario di quegli anni, segnati dalla presidenza di Orfeo Pianelli. Nonostante le potenzialità per aprire un ciclo duraturo, le crescenti difficoltà finanziarie e le tensioni interne impedirono alla società di mantenere i propri campioni, portando alla fine di un'era che rimane impressa nella memoria dei tifosi come un esempio di eccellenza sportiva e programmazione.





















