Roland Garros, oggi va in scena la protesta dei big ma nessun boicottaggio: cosa succederà e perché parleranno solo 15 minuti
Protesta dei tennisti al Roland Garros: conferenze stampa ridotte a 15 minuti
Al Roland Garros va in scena una protesta simbolica da parte dei principali tennisti del circuito, che hanno optato per una linea morbida rispetto all'ipotesi di un boicottaggio totale. Durante il media-day, i giocatori limiteranno le loro conferenze stampa a un massimo di 15 minuti, rifiutando interviste singole e interazioni con i canali social ufficiali del torneo. Il limite temporale rappresenta simbolicamente il 15% dei ricavi che lo Slam parigino destina ai premi dei giocatori, una quota ritenuta insufficiente e non proporzionale alla crescita complessiva del fatturato del torneo.
A fronte di un aumento dei ricavi del Roland Garros del 14% (pari a 395 milioni di euro), il montepremi è cresciuto solo del 5,4%, portando la quota destinata agli atleti al 14,3%. I tennisti chiedono di adeguare tale percentuale al 22%, in linea con gli altri tornei ATP e WTA, oltre a rivendicare maggiori tutele per la maternità e una concertazione più equa sui calendari. La Federazione tennistica francese (FFT) ha espresso rammarico per la protesta, dichiarandosi comunque aperta al dialogo.
La mobilitazione dei giocatori potrebbe non esaurirsi a Parigi. L'attenzione è già rivolta a Wimbledon, dove si registra un trend simile di riduzione della quota di ricavi destinata ai premi dei partecipanti, nonostante la crescita complessiva del giro d'affari dello Slam londinese.























