Righetti: "Ho visto la morte dopo 18 arresti cardiaci in una notte. Liedholm? Aveva un mago personale"
La rinascita di Ubaldo Righetti e i ricordi della Roma di Liedholm
L'ex difensore della Roma, Ubaldo Righetti, si racconta in un'intervista toccante in cui ripercorre i momenti più drammatici della sua vita e i ricordi più significativi della sua carriera calcistica. Nel 2021, Righetti ha superato un grave problema di salute sopravvivendo a un doppio infarto e a ben diciotto arresti cardiaci in una sola notte, un'esperienza estrema che ha superato grazie al tempestivo intervento dei medici e al grande affetto ricevuto da amici e colleghi del mondo dello sport.
Passando ai ricordi sul campo, l'ex calciatore rievoca gli anni d'oro trascorsi in giallorosso dal 1981 al 1987. Tra gli aneddoti più curiosi spicca la figura del tecnico Nils Liedholm, descritto come un secondo padre ma anche come un uomo estremamente scaramantico, capace di consultare un mago personale e di decidere la formazione basandosi sulle "energie positive" dei giocatori. Righetti ricorda anche la profezia dello scudetto di Falcao e il profondo dolore, ancora vivo, per la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Liverpool nel 1984.
Infine, l'ex difensore dedica parole di profonda stima e commozione ad Agostino Di Bartolomei, indimenticato capitano di quella Roma, e ricorda il suo successivo trasferimento al Lecce, dove ha trovato in Carlo Mazzone una guida tecnica di straordinaria umanità, contrapposta alle incomprensioni avute in precedenza con Sven-Göran Eriksson che determinarono il suo addio alla capitale.






















