Riforma arbitri Serie A, quanto guadagnano i primi 20 e come si arriva a queste cifre. Guida la classifica...
La riforma del professionismo arbitrale in Serie A
La riforma per l'introduzione del professionismo tra gli arbitri italiani è attualmente in stand-by, in attesa dell'elezione del nuovo presidente della FIGC e condizionata dalle recenti inchieste che hanno colpito i vertici dell'AIA. Il progetto punta a ridisegnare la struttura del settore e il sistema dei compensi, sul modello della Pgmol inglese, per garantire maggiore autonomia e stabilità ai direttori di gara.
Attualmente, i guadagni degli arbitri di Serie A e B si basano su una quota fissa annua (da 30.000 a 90.000 euro in base all'esperienza e alla qualifica di internazionale) e su gettoni di presenza per ogni partita, che variano a seconda del ruolo (4.000 euro per l'arbitro di campo, 1.700 per il VAR, 1.400 per gli assistenti).
Secondo le stime di Calcioefinanza.it, i compensi dei primi venti arbitri per l'ultimo campionato oscillano tra i 137.100 euro lordi di Michael Fabbri e i 181.500 euro lordi di Marco Guida, che guida la classifica dei guadagni davanti a Chiffi e Massa.






















