Recuperare Bahrain e Jeddah? La F1 ci prova, ma ogni opzione apre un groviglio di spinose conseguenze
Il rebus del calendario F1: le sfide per recuperare Bahrain e Jeddah
L'annullamento dei Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita a causa del conflitto in Medio Oriente ha creato un vuoto nel calendario della Formula 1, spingendo Liberty Media a valutare diverse opzioni per il loro recupero. Il CEO Stefano Domenicali e i vertici della F1 stanno lavorando per reinserire almeno una delle due gare nella seconda metà della stagione, ma ogni scenario presenta criticità logistiche e organizzative significative.
Una delle ipotesi più concrete prevede l'inserimento di un appuntamento tra Baku e Singapore a settembre, il che però comporterebbe una serie estenuante di tre triplette consecutive. In alternativa, si potrebbe aggiungere una gara a fine stagione, posticipando la chiusura di Abu Dhabi, ma questa soluzione creerebbe una sequenza inedita di quattro Gran Premi di fila, aggravando lo stress per il personale delle scuderie.
Oltre alle tempistiche, pesano i fattori economici e logistici: i costi di spedizione dei materiali rientrano nel budget cap e l'instabilità dell'area ha già fatto lievitare le spese, penalizzando soprattutto i team più piccoli. La necessità di trovare hub alternativi per il transito delle attrezzature verso l'Asia e il rischio di burnout per i membri dei team non soggetti a rotazione rendono il recupero delle gare una sfida complessa che richiede un delicato equilibrio tra interessi commerciali e sostenibilità umana.






















