"Non ero libero ed è una bugia che fosse facile": Sinner a cuore aperto, "i miei mesi più difficili"
Le confessioni di Jannik Sinner a L'Équipe
In un'intervista rilasciata al Magazine dell'Equipe, Jannik Sinner si racconta a cuore aperto, affrontando i temi più intimi della sua carriera e della sua vita personale. Il tennista azzurro ha sottolineato l'importanza dell'insegnamento dei suoi genitori, capaci di trasmettergli una mentalità positiva e la capacità di scindere la vita professionale da quella privata, affrontando ogni situazione con il sorriso.
Sinner ha commentato l'appellativo di "robot", spiegando che la ricerca della massima precisione e della preparazione fisica e mentale è fondamentale per gestire i momenti cruciali dei match. Ha inoltre ricordato i mesi difficili legati alle vicende personali e antidoping, ammettendo di aver vissuto un periodo di forte tristezza e mancanza di libertà sul campo, un'esperienza che tuttavia lo ha reso più forte e gli ha permesso di riconoscere i veri amici.
Infine, il campione italiano ha parlato dei suoi modelli sportivi, citando Lindsey Vonn per la sua resilienza e leggende dello sport italiano come Valentino Rossi, Alberto Tomba e Marco Pantani. Sinner ha espresso il desiderio di continuare a migliorare per raggiungere il suo massimo potenziale nei prossimi anni, mantenendo sempre un approccio umile e concentrato sul presente.























