“Mi serviranno altri 10 anni per unirmi a loro”, l’umiltà di Sinner: “Fiero di essere…”
L'umiltà e la mentalità di Jannik Sinner
In un'intervista rilasciata al magazine de L'Équipe, Jannik Sinner si racconta a tutto tondo, partendo dall'insegnamento dei suoi genitori, descritti come un costante esempio di umiltà e resilienza. Il tennista azzurro ha spiegato come affronta lo sport e la vita quotidiana, cercando di rimanere con i piedi per terra e di non farsi condizionare eccessivamente dai risultati, accettando anche l'appellativo di "robot" come sinonimo di precisione e meticolosa preparazione fisica e mentale.
Il campione italiano ha affrontato anche temi delicati, come i mesi difficili vissuti prima della risoluzione del caso legato alla squalifica, un periodo complesso che lo ha comunque reso più forte e gli ha permesso di comprendere chi fossero i suoi veri amici. Guardando alle delusioni sul campo, Sinner ha sottolineato l'importanza di saper voltare pagina rapidamente per trovare la forza di rialzarsi, imparando grandi lezioni dalle sconfitte per poi trionfare nei grandi appuntamenti.
Infine, Sinner ha espresso la sua ammirazione per miti dello sport come Lindsey Vonn, Valentino Rossi, Alberto Tomba e Marco Pantani. Pur dicendosi fiero di essere accostato a queste leggende dello sport italiano, ha mostrato grande umiltà, dichiarando che gli serviranno almeno altri dieci anni al vertice per potersi considerare al loro livello.























