Milan, i conti di RedBird non tornano: 500 milioni di euro spesi in quattro anni e 55 punti di ritardo dall'Inter
Analisi della gestione RedBird al Milan
L'attuale gestione del Milan sotto la guida di Gerry Cardinale e del fondo RedBird evidenzia un contrasto tra gli ingenti investimenti economici e i risultati sportivi ottenuti. In quattro anni, a fronte di una spesa complessiva vicina ai 500 milioni di euro per il calciomercato, il club ha conquistato unicamente una Supercoppa Italiana. In campionato, il divario accumulato nei confronti dell'Inter ha raggiunto i 55 punti complessivi, segnale di una difficoltà strutturale nel competere per il vertice.
La strategia societaria è stata segnata da una profonda instabilità tecnica e dirigenziale. Si sono infatti alternati quattro allenatori (Pioli, Fonseca, Conceicao e Allegri) e tre direttori sportivi, oltre all'allontanamento di figure storiche come Paolo Maldini e Ricky Massara. Questa mancanza di continuità ha portato all'acquisto di ben 36 giocatori in poche sessioni, con investimenti record per profili come De Ketelaere, Nkunku e Jashari, senza però riuscire a consolidare un progetto tecnico vincente.
Il confronto con i rivali cittadini mette in risalto le lacune in termini di programmazione e solidità dell'organigramma. Nonostante le rivoluzioni stagionali della rosa, il Milan fatica a trovare una dimensione competitiva costante, sollevando dubbi sull'efficacia di un modello che, finora, ha privilegiato il turnover dei quadri tecnici e dirigenziali rispetto alla stabilità necessaria per il successo sportivo.























