Libia, un rigore non fischiato fa scattare la rivolta: tifosi bruciano la sede del Governo di Unità Nazionale
Scontri in Libia: un rigore negato scatena l'assalto al Governo
In Libia, un episodio sportivo è degenerato in una violenta rivolta popolare che ha colpito le istituzioni politiche. Durante la partita tra Al-Ittihad e Swehly, la mancata assegnazione di un calcio di rigore a favore della squadra di Tripoli ha scatenato la furia dei tifosi. La protesta si è rapidamente spostata dallo stadio di Tarhuna alla capitale, dove i sostenitori hanno preso d'assalto la sede del Governo di Unità Nazionale (Gun).
I manifestanti hanno appiccato il fuoco alla facciata e al giardino del palazzo governativo guidato dal premier Abdulhamid Dbeibah. Gli scontri hanno causato feriti tra le guardie di sicurezza e, secondo alcune testimonianze, si sono uditi colpi di arma da fuoco esplosi per disperdere la folla. La situazione è tornata sotto controllo solo intorno a mezzanotte, grazie all'intervento dei vigili del fuoco e al massiccio dispiegamento delle forze di sicurezza attorno all'edificio.
L'episodio riflette la persistente instabilità che attraversa il Paese, dove le tensioni sociali possono esplodere improvvisamente. Sul fronte sportivo, il match è stato interrotto all'87' minuto a causa dell'invasione di campo; l'Al-Ittihad ha successivamente richiesto una revisione ufficiale delle decisioni arbitrali, mentre lo Swehly ha rivendicato la vittoria nonostante il caos finale.























