Le proteste ultrà, le lacrime di Insigne, Bisoli e la testa al muro: l'incubo C di Pescara e Reggiana
Pescara e Reggiana: retrocessione e contestazioni
La serata dell'8 maggio ha sancito la retrocessione in Serie C per Pescara e Reggiana, scatenando dure protestazioni da parte delle rispettive tifoserie. Nonostante le aspettative iniziali e i proclami dei mesi scorsi, entrambi i club hanno fallito l'obiettivo salvezza, chiudendo il campionato in un clima di estrema tensione sia dentro che fuori dagli stadi.
A Pescara, il ritorno di Lorenzo Insigne non è bastato a evitare il tracollo. Il capitano è stato duramente fischiato dai propri sostenitori durante il match contro lo Spezia, scoppiando in lacrime al termine della gara. La contestazione si è poi spostata fuori dall'Adriatico, con fumogeni e scontri con le forze dell'ordine, puntando il dito contro il presidente Sebastiani e il direttore sportivo Foggia, entrambi assenti nel post-partita.
Situazione simile a Reggio Emilia, dove la vittoria per 1-0 contro la Sampdoria non ha mitigato la rabbia dei tifosi. La curva granata ha esposto striscioni polemici contro la squadra e la dirigenza, interrompendo il gioco con il lancio di fumogeni. Nel mirino della protesta sono finiti il presidente Salerno e il DS Fracchiolla, segnando un amaro ritorno in terza serie dopo tre anni di permanenza nelle categorie superiori.























