La Juventus è un rebus, Comolli a rischio: chiuso in ufficio, poca empatia e tensione con Spalletti
Crisi societaria in casa Juventus: Comolli a rischio
La Juventus si trova ad affrontare una nuova fase di instabilità interna. L'amministratore delegato Damien Comolli rischia il ridimensionamento o l'addio, una decisione che l'azionista di maggioranza John Elkann prenderà dopo il derby. Se Comolli dovesse essere sostituito, si tratterebbe del terzo avvicendamento nel ruolo di amministratore delegato in soli tre anni, a testimonianza di una gestione societaria ancora alla ricerca di stabilità.
Le tensioni interne coinvolgono anche il rapporto con l'allenatore Luciano Spalletti. La filosofia di Comolli, fortemente orientata all'uso di dati e algoritmi, si scontra con una gestione sportiva più tradizionale. Al dirigente francese vengono inoltre contestate una scarsa empatia con l'ambiente e difficoltà relazionali con i dipendenti e la squadra, anche a causa della barriera linguistica.
In questo scenario di incertezza, aggravato dal rischio concreto di rimanere fuori dalla Champions League con un conseguente danno economico stimato intorno ai cento milioni di euro, l'unico punto fermo rimane Giorgio Chiellini. L'ex capitano, in forte sintonia con Elkann, conserva un ruolo centrale nei piani di rilancio del club e nel supporto all'area sportiva.























