Juve, ogni anno è l'anno zero: da Arthur a Openda un fallimento da 875 milioni. E ora c'è Comolli nel mirino
La crisi finanziaria e sportiva della Juventus
Dall'ultimo scudetto conquistato nel 2020, la Juventus ha intrapreso un percorso segnato da ingenti investimenti economici che non hanno portato ai risultati sperati. Con una spesa complessiva di circa 875 milioni di euro per il calciomercato, il club bianconero ha ottenuto solo tre trofei minori, affrontando al contempo una serie di acquisti rivelatisi poco fruttuosi, come quelli di Arthur e Douglas Luiz, e la complessa gestione del contratto di Dusan Vlahovic.
La gestione societaria è stata caratterizzata da una continua instabilità, con numerosi avvicendamenti ai vertici dirigenziali. Dopo l'addio di figure chiave come Paratici e Giuntoli, l'attuale responsabile dell'area tecnica Damien Comolli si trova ora in una posizione incerta. Il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League rappresenta un duro colpo economico, stimato tra i 70 e gli 80 milioni di euro di mancati introiti.
Il futuro del club verrà discusso in un vertice decisivo tra John Elkann e i suoi consiglieri, previsto per martedì prossimo. L'incontro servirà a stabilire se confermare la fiducia a Comolli o procedere con l'ennesimo riassetto societario. In questo scenario di incertezza, l'unica costante sembra essere il ruolo sempre più centrale di Giorgio Chiellini all'interno dell'organigramma bianconero.























