Intervista a Cabrini: "I ragazzi non possono scimmiottare City o Barcellona"
L'analisi di Antonio Cabrini sul calcio italiano
In un'intervista rilasciata durante il festival SanluriLegge, Antonio Cabrini riflette sulla crisi strutturale del calcio italiano, attribuendo le recenti delusioni della Nazionale a una gestione carente dei settori giovanili e a una ricerca esasperata delle plusvalenze. L'ex difensore sottolinea come la mancanza di una metodologia d'allenamento focalizzata sulla tecnica individuale stia frenando l'emergere di nuovi talenti, penalizzati da un sistema che privilegia il business ai risultati sportivi.
Cabrini critica aspramente la tendenza dei settori giovanili a imitare tattiche complesse di club internazionali come Manchester City o Barcellona, a discapito dei fondamentali come il dribbling e il tiro. Ricordando la sua esperienza alla Juventus sotto la presidenza di Giampiero Boniperti, evidenzia il cambiamento radicale della mentalità e del gioco, lamentando un eccessivo coinvolgimento dei portieri nella manovra attuale rispetto al passato.
Riguardo al panorama contemporaneo, l'ex campione del mondo commenta la vittoria dello scudetto dell'Inter, definendola meritata per la continuità e la solidità della rosa. Nonostante le trasformazioni del calcio moderno, Cabrini mantiene un forte legame con i ricordi della sua carriera, citando Michel Platini e Michael Laudrup tra i talenti più cristallini con cui ha condiviso il campo e ribadendo l'importanza del valore umano all'interno di un gruppo vincente.





















