Il ricatto di Teheran: «L'Iran al Mondiale ma solo alle nostre condizioni». L’Italia può essere ripescata?
Le condizioni dell'Iran per i Mondiali 2026
L'Iran ha presentato una serie di richieste vincolanti per confermare la propria partecipazione ai Mondiali di calcio del 2026, previsti in USA, Canada e Messico. Teheran esige garanzie sui visti per tutto il proprio staff, inclusi atleti con legami passati con le Guardie Rivoluzionarie come Mehdi Taremi, e impone l'uso esclusivo della bandiera ufficiale, vietando simboli di protesta negli stadi.
Oltre alle richieste logistiche e di sicurezza, il governo iraniano punta a limitare l'attività dei media, chiedendo che ai giornalisti sia permesso porre solo domande di natura tecnica. La tensione diplomatica è già alta, con il Canada che ha negato l'accesso al capo della federcalcio iraniana, mentre resta aperta la provocazione di voler giocare sotto il nome simbolico di «Minab 168».
In merito a un possibile ripescaggio dell'Italia in caso di esclusione dell'Iran, le prospettive appaiono remote. La FIFA sembrerebbe orientata a sostituire l'eventuale posto vacante con un'altra nazionale della confederazione asiatica. La decisione definitiva sulla partecipazione iraniana e sulle possibili conseguenze per il tabellone è attesa per il vertice di Zurigo del prossimo 20 maggio.






















