Il Milan ha perso completamente la testa: il crollo di Maignan e Leao e quello di Allegri. Anche con la Champions serve una rivoluzione
La crisi profonda del Milan
Il Milan sta attraversando un momento estremamente difficile, segnato dalla quarta sconfitta nelle ultime sei partite. La recente reazione nel finale di gara non è bastata a mitigare un bilancio sportivo preoccupante, che evidenzia una squadra in difficoltà non tanto sul piano atletico, quanto su quello psicologico e della concentrazione.
Il declino coinvolge direttamente i pilastri della formazione rossonera. Mike Maignan è apparso meno lucido del solito con errori determinanti, mentre Rafael Leão sta vivendo una fase di appannamento caratterizzata da troppi errori tecnici e scarsa incisività. Anche la gestione del gruppo da parte della guida tecnica sembra aver perso efficacia, con segnali di nervosismo che si riflettono in sanzioni disciplinari evitabili da parte dei calciatori.
Il quadro generale suggerisce la necessità di una riflessione profonda in vista della prossima stagione. Indipendentemente dal raggiungimento della qualificazione in Champions League, l'ambiente rossonero sembra richiedere una ristrutturazione che coinvolga sia la rosa, ritenuta in parte non all'altezza, sia i vertici tecnici e societari.























