Il fuorigioco "bugiardo"
Il limite tecnologico del fuorigioco semiautomatico
L'annullamento del gol di Kalulu in Lecce-Juventus ha riacceso il dibattito sulla precisione del fuorigioco semiautomatico. Il problema principale risiede nella scelta del frame, ovvero il fotogramma esatto in cui il pallone viene calciato. Con le attuali telecamere a 50 fotogrammi al secondo (fps), intercorre un intervallo di due centesimi di secondo tra un'immagine e l'altra, un lasso di tempo in cui un calciatore in movimento può coprire distanze significative, rendendo difficile stabilire con assoluta certezza la posizione millimetrica dei protagonisti.
Il sistema attuale presenta un margine di errore intrinseco che può variare tra i 25 e i 35 centimetri, eppure viene utilizzato per sanzionare offside di pochi centimetri. Questa discrepanza tecnica solleva dubbi sull'effettiva oggettività delle decisioni, poiché la realtà catturata dalle telecamere presenta dei "buchi" temporali che il software deve colmare, spesso senza una precisione scientifica assoluta.
Per ovviare a queste criticità, la FIFA ha già iniziato a implementare soluzioni più avanzate, come l'inserimento di sensori all'interno del pallone. Questa tecnologia, già sperimentata durante i Mondiali, permette di rilevare l'istante esatto dell'impatto con una precisione superiore rispetto alla semplice analisi dei fotogrammi televisivi, riducendo drasticamente le incertezze legate alla scelta del momento del tocco.























