F1 | Poca energia e tanti allunghi: perché Montreal è il test (finora) più duro per le vetture 2026
La sfida energetica di Montréal per le monoposto 2026
Il circuito di Montréal rappresenta uno dei banchi di prova più complessi per le vetture di Formula 1 con i regolamenti 2026, in particolare per quanto riguarda la gestione energetica. A differenza di tracciati più favorevoli come Miami, la pista canadese presenta quattro allunghi consecutivi intervallati da poche frenate significative, riducendo drasticamente le opportunità di ricarica dell'energia sul giro singolo. Per questo motivo, la FIA ha abbassato il limite di energia recuperabile in qualifica a soli 6 MJ.
A rendere ancora più critica la situazione sono le numerose zone di ripartenza da bassa velocità, che richiedono la massima potenza del motore elettrico (MGU-K) e aumentano sensibilmente i consumi energetici. Per mitigare queste difficoltà, l'introduzione dell'aerodinamica attiva aiuterà a ridurre la resistenza all'avanzamento, mentre in gara il limite di recupero salirà a 8 MJ per agevolare la gestione da parte dei piloti e favorire il raffreddamento dei componenti.























