Dagli acquisti sbagliati all'incapacità di rimediare agli errori: Juve, i 5 capi d'accusa a Comolli
La crisi di Damien Comolli alla Juventus
Damien Comolli, il dirigente scelto per guidare il nuovo corso della Juventus dopo l'addio di Giuntoli, si trova in una posizione estremamente precaria. Il bilancio del suo primo anno alla Continassa è considerato fallimentare: il club ha mancato gli obiettivi minimi stagionali, andando incontro a un pesante danno economico e restando escluso dalle principali competizioni. La sua gestione è finita sotto accusa per una serie di scelte strategiche e operative che non hanno portato i risultati sperati.
Tra le critiche principali figurano una campagna acquisti ritenuta inadeguata, con rinforzi che non hanno lasciato il segno, e una gestione confusa delle trattative di mercato. Anche il rapporto con l'area tecnica è stato turbolento: l'avvicendamento tra Tudor e Spalletti non ha risolto le lacune strutturali della rosa, confermando le difficoltà nella pianificazione della stagione e nella valutazione dei limiti tecnici della squadra.
Infine, a Comolli viene contestata una scarsa capacità di correggere gli errori in corso d'opera, in particolare durante il mercato di riparazione invernale. La scelta di non acquistare un centravanti e l'inserimento di profili non funzionali al gioco della squadra hanno pesato sui risultati decisivi, portando la dirigenza a riflettere seriamente sul futuro del manager francese all'interno dell'organigramma bianconero.






















