Ceccarelli: "La soglia del rischio che i piloti di MotoGP accettano è superiore a quella di F1"
La percezione del rischio tra MotoGP e Formula 1
A seguito dei gravi incidenti che hanno coinvolto Alex Marquez e Johann Zarco nel Gran Premio di Barcellona, Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, ha analizzato le differenze psicologiche tra i piloti di Formula 1 e quelli di MotoGP riguardo alla percezione e all'accettazione del rischio. Secondo Ceccarelli, mentre in F1 si tende a eliminare ogni possibile pericolo attraverso una forte coesione e pressione sulla Federazione, nel Motomondiale vi è una soglia di accettazione del rischio decisamente più alta, quasi paragonabile a quella della Formula 1 degli anni '70.
Questa differente mentalità deriva da una forte componente emotiva e passionale che spinge i motociclisti a superare la paura prima di salire in sella, per poi ritrovare la razionalità solo una volta tolto il casco. Ceccarelli ha inoltre commentato la situazione di Marc Marquez, reduce da una brutta caduta a Le Mans, ipotizzando che in questo caso prevarrà la razionalità, consigliando al pilota di non affrettare i tempi di recupero dato che non è in lotta per il titolo mondiale.
Infine, il mental coach ha sottolineato la straordinaria capacità dei piloti di resettare rapidamente i traumi degli incidenti, come dimostrato anche dai recenti casi in Superbike di Miguel Oliveira e Danilo Petrucci. La capacità di cancellare mentalmente l'impatto e concentrarsi esclusivamente sul rientro in pista è, secondo l'esperto, il segnale di una motivazione ancora intatta.























