Andrea Maldera, ct dell'Ucraina: «Vivo a Leopoli tra sirene e app per i missili: qui ci sono i veri eroi dello sport. In Italia mancano i giocatori, non la scuola. Il Guardiolismo causa della crisi? Sciocchezze»
Andrea Maldera e la nuova sfida sulla panchina dell'Ucraina
Andrea Maldera, primo commissario tecnico straniero nella storia della nazionale ucraina, si racconta in un'intervista che spazia dalla sua nuova vita a Leopoli, segnata dal coprifuoco e dagli allarmi aerei, fino alle sue riflessioni sul calcio italiano. Maldera esprime profonda ammirazione per la resilienza del popolo ucraino e per la passione con cui viene portato avanti lo sport nonostante il conflitto in corso.
Il tecnico, figlio d'arte della storica dinastia calcistica dei Maldera, descrive il forte legame professionale con Andriy Shevchenko, attuale presidente della federazione ucraina, che lo ha voluto fortemente per questo progetto. Maldera ricorda inoltre le sue significative esperienze passate nello staff di allenatori come Massimiliano Allegri e Roberto De Zerbi, sottolineando l'importanza della video analisi moderna introdotta inizialmente con Leonardo.
Infine, Maldera analizza la crisi del calcio italiano, rigettando l'idea che la scuola degli allenatori sia in declino o che il "Guardiolismo" abbia causato danni. Secondo il CT, il vero problema dell'Italia risiede nella carenza di calciatori di alto livello piuttosto che nella qualità della formazione tecnica a Coverciano, che rimane ampiamente stimata all'estero.




















