Acosta non ritiene fattibile un'associazione dei piloti di MotoGP: "Siamo troppo egocentrici"
Acosta e lo scetticismo sull'unione dei piloti
Pedro Acosta ha espresso forti dubbi sulla fattibilità di un'associazione piloti in MotoGP, simile alla GPDA della Formula 1. Secondo il pilota della KTM, la natura intrinsecamente egocentrica dei corridori e la priorità data alla competizione individuale rendono difficile la creazione di un fronte unito. Acosta ha sottolineato che, finché un pilota è in lotta per il titolo, difficilmente rinuncerà a correre per motivi di sicurezza se i suoi rivali decidono di scendere in pista.
Riguardo agli eventi del Gran Premio di Catalogna, lo spagnolo ha ribadito la sua posizione critica sulla gestione della gara, sostenendo che una terza ripartenza non fosse necessaria e che si sarebbe dovuto assegnare metà punteggio dopo la seconda interruzione. Ha inoltre commentato le proposte sulla sicurezza, dichiarando che spostare la griglia di partenza non risolverebbe i problemi alla prima curva e difendendo la sicurezza generale del circuito di Barcellona rispetto ad altri tracciati come Jerez.
Infine, Acosta ha analizzato l'ultima giornata di test ufficiali a Montmeló, conclusasi anticipatamente a causa della pioggia. Nonostante abbia fatto segnare il miglior tempo, il pilota ha minimizzato l'importanza dei risultati, spiegando che il lavoro si è concentrato principalmente sulle mappature del motore senza introdurre novità tecniche di rilievo, dato che si trattava dell'ultimo test con le attuali moto da 1000 cc.























