Un anno esatto di Tare al Milan, tutti i motivi della rottura con Cardinale: luci e ombre, da Modric ai 37 milioni per Jashari e l'arrivo di Fullkrug
Il bilancio dell'anno di Igli Tare al Milan e i motivi del divorzio
A un anno esatto dalla sua nomina come Direttore Sportivo del Milan, l'avventura di Igli Tare in rossonero si è conclusa ufficialmente. Il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, con la squadra che ha terminato la stagione al quinto posto, ha spinto il patron di RedBird, Gerry Cardinale, a una profonda rivoluzione societaria che ha portato al licenziamento del dirigente albanese.
La gestione di Tare è stata caratterizzata da luci e ombre sul mercato. Tra i colpi positivi spiccano gli arrivi di grande esperienza come Luka Modric e Adrien Rabiot. Tuttavia, a pesare sul giudizio finale sono stati gli investimenti onerosi che non hanno reso secondo le aspettative, tra cui gli acquisti di Ardon Jashari (frenato da un grave infortunio), Pervis Estupinan e Christopher Nkunku, oltre al prestito poco incisivo di Niclas Füllkrug a gennaio.
La rottura definitiva con la proprietà è maturata proprio a causa della gestione delle risorse finanziarie. Come confermato dalle dichiarazioni di Cardinale, la proprietà ha lamentato una mancanza di correlazione tra gli ingenti investimenti effettuati sul mercato e i risultati sportivi ottenuti sul campo, sancendo così l'addio definitivo del direttore sportivo dopo una sola stagione.























