Milan, il crac sportivo pesa oltre 70 milioni. E la spesa non rende: 515 milioni in acquisti con RedBird
Il bilancio del Milan tra successi finanziari e delusioni sportive
Sotto la gestione di RedBird, il Milan mostra un'ottima salute finanziaria con un fatturato in crescita e tre utili consecutivi. Tuttavia, i risultati sul campo non hanno rispecchiato la solidità economica: dopo lo scudetto del 2022, i rossoneri hanno mancato la qualificazione in Champions League per la seconda volta consecutiva, terminando l'ultimo campionato al quinto posto.
Questo fallimento sportivo ha spinto la proprietà a una vera e propria rivoluzione societaria, con i licenziamenti dell'ad Furlani, del ds Tare, del dt Moncada e dell'allenatore Allegri. Una mossa che costerà circa 22 milioni di euro in emolumenti accantonati. A questo si aggiunge il pesante danno economico derivante dalla mancata partecipazione alla Champions League, stimato in circa 50 milioni di euro per la prossima stagione in Europa League.
Negli ultimi quattro anni, il club ha investito massicciamente sul mercato, spendendo complessivamente 515 milioni di euro in acquisti (con un saldo netto di circa 250 milioni). Nonostante l'equilibrio di bilancio sia stato finora garantito da plusvalenze importanti, come quelle di Tonali e Reijnders, l'elevato costo sportivo annuo non ha prodotto i risultati sperati, evidenziando una scarsa resa degli investimenti rispetto ai club concorrenti.























