Milan, bisogna ripartire dalle vere lacrime. E quello strano effetto dei "turisti" a San Siro
La perdita d'identità del Milan tra "turisti" e nostalgia del passato
L'eliminazione del Milan dalla Champions League offre lo spunto per una riflessione sulla trasformazione dell'atmosfera a San Siro. Oggi lo stadio appare sempre più popolato da spettatori occasionali e turisti, più interessati a scattare selfie e a vivere un'esperienza da condividere sui social che a sostenere attivamente la squadra nei momenti di difficoltà. Questo fenomeno sta progressivamente indebolendo il senso di appartenenza e l'identità storica della tifoseria rossonera.
Per ritrovare la propria anima, l'ambiente milanista viene invitato a guardare al passato e a riscoprire l'autentica passione che un tempo univa tifosi e calciatori. Un esempio emblematico è rappresentato dall'aneddoto raccontato dallo storico medico sociale Rodolfo Tavana riguardo all'acquisto di Giacomo Bonaventura, scoppiato in lacrime per l'emozione al momento della firma del contratto, a testimonianza di un attaccamento alla maglia che oggi sembra essersi smarrito.























