Lissone, il VAR e il designatore: Viglione spiega la legge dell’AIA
L'audizione di Viglione e il futuro dell'AIA
L'avvocato Giancarlo Viglione, Responsabile dell'ufficio legislativo della FIGC, è stato ascoltato dalla Procura di Milano come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge l'ex designatore Gianluca Rocchi e altri esponenti del settore arbitrale. Durante l'audizione, durata circa quaranta minuti, Viglione ha fornito chiarimenti tecnici sulle normative che regolano l'AIA, spiegando in particolare la natura monocratica del ruolo del designatore e la legittimità delle figure di coordinamento previste dai protocolli internazionali.
Viglione ha approfondito aspetti cruciali come la presenza degli ispettori federali presso il centro VAR di Lissone e l'interpretazione dell'articolo 22 del Codice di Giustizia Sportiva. Secondo quanto illustrato, il designatore ha la facoltà di confrontarsi con diverse figure, a patto che tali interazioni non siano finalizzate al raggiungimento di un vantaggio sportivo illecito. L'audizione ha mirato a fare chiarezza su dinamiche settoriali che potrebbero essere state interpretate erroneamente dagli inquirenti.
Sul fronte istituzionale, la situazione dell'AIA appare critica a seguito dell'inibizione del presidente Zappi. È previsto un vertice tra il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, e i vice-presidenti dell'associazione per discutere il futuro della governance. Mentre l'AIA propone una soluzione di compromesso con l'affiancamento di un tutor, la Federcalcio sembra orientata verso un commissariamento più incisivo, motivato da criticità nella gestione amministrativa e dal mancato rispetto dei budget.






















