Iran verso i Mondiali, la cerimonia è un comizio: «Siamo una Nazionale in tempo di guerra, pilastro di resistenza»
L'Iran verso i Mondiali tra sport e politica
La nazionale di calcio dell'Iran si prepara per i prossimi Mondiali in un clima di forte tensione geopolitica. Durante la cerimonia di saluto svoltasi a Teheran, il presidente della Federcalcio Mehdi Taj ha descritto la squadra come una "nazionale in tempo di guerra", definendola un pilastro di resistenza e autorità. L'evento, carico di simbologia politica, ha visto la partecipazione di figure di spicco del regime e riferimenti espliciti alla Guida Suprema.
Nonostante le incertezze e le minacce di boicottaggio legate al conflitto in Medio Oriente, la selezione iraniana svolgerà il proprio ritiro negli Stati Uniti, precisamente a Tucson, in Arizona. Le autorità locali stanno predisponendo piani di sicurezza speciali per gestire gli allenamenti, che si terranno prevalentemente a porte chiuse, a causa delle possibili proteste della comunità iraniana residente negli USA.
Inserito nel girone G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, il "Team Melli" disputerà le proprie partite tra Los Angeles e Seattle. Parallelamente, l'amministrazione statunitense ha facilitato l'accesso per i tifosi di alcuni paesi africani qualificati, sospendendo temporaneamente le cauzioni pecuniarie precedentemente richieste per l'ingresso nel Paese.





















