Gilberto Simoni: «Ma con l'intelligenza artificiale si cancella la fantasia»
L'opinione di Gilberto Simoni sul ciclismo moderno
Gilberto Simoni, vincitore di due edizioni del Giro d'Italia, esprime una critica decisa verso l'eccessiva digitalizzazione e l'uso dell'intelligenza artificiale nel ciclismo professionistico contemporaneo. Secondo l'ex corridore, la pianificazione scientifica e il monitoraggio costante dei dati, come i watt e le condizioni atmosferiche via satellite, rischiano di trasformare le gare in competizioni prevedibili, privando gli atleti della loro autonomia decisionale e della fantasia.
Simoni sottolinea come la tecnologia tenda a favorire le squadre più ricche, capaci di investire in strumenti all'avanguardia, a discapito dell'istinto e del coraggio individuale. Pur ammettendo che un supporto tecnologico avrebbe potuto aiutarlo a vincere un terzo Giro d'Italia nel 2000, l'ex campione rivendica con orgoglio un'epoca in cui il corridore doveva confrontarsi con i propri limiti senza il costante controllo di un computer.























