Ferreira Pinto: "Vendetti la macchina per comprare il biglietto per l'Italia, mollai il calcio per raccogliere arance e adesso gioco ancora a 46 anni"
La parabola di Ferreira Pinto: dalle arance alla Serie A
L'esterno brasiliano Adriano Ferreira Pinto, oggi quarantaseienne in forza ai dilettanti dell'Almè, ha raccontato la sua intensa storia di vita e sport in un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Cresciuto in condizioni di estrema povertà in Brasile, dopo la morte del padre ha dovuto lavorare raccogliendo arance e in una fabbrica di mattoni, coltivando la passione per il calcio solo nei tornei di quartiere prima di essere notato all'età di 19 anni.
La sua carriera ha vissuto momenti complessi, come il rapido e fallimentare trasferimento in Belgio allo Standard Liegi, conclusosi dopo meno di un mese per problemi di lingua e solitudine. Ritornato inizialmente a raccogliere arance in patria, Ferreira Pinto ha trovato la svolta decidendo di vendere la propria auto pur di pagarsi il biglietto aereo per un provino in Italia con il Lanciano.
Nel calcio italiano ha vissuto le sue stagioni migliori, in particolare con la maglia dell'Atalanta, club con cui ha conquistato la Serie A e città, Bergamo, in cui ha scelto di stabilirsi definitivamente. Fondamentali per la sua crescita tattica e professionale sono stati gli allenatori Castori, Colantuono e Delneri.























