Darderi: "Mia nonna mi dava di nascosto la pensione, da solo a Roma a 13 anni. Con l'Italia non per soldi"
Il percorso e i sacrifici di Luciano Darderi
Luciano Darderi si racconta in occasione della sua prima semifinale in un torneo Masters 1000, raggiunta agli Internazionali d'Italia a Roma. Il tennista italo-argentino ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, segnata da grandi sacrifici familiari e personali, come i viaggi in auto con il padre Gino per partecipare ai tornei e il trasferimento solitario a Roma a soli 13 anni per inseguire il sogno professionistico.
Darderi ha risposto con fermezza alle critiche riguardanti la scelta di rappresentare l'Italia, precisando che la decisione è stata dettata da profondi legami affettivi e dalle migliori opportunità professionali offerte dall'Europa, smentendo di aver ricevuto inizialmente supporti economici dalla Federazione. Ha inoltre ricordato con commozione il ruolo cruciale della nonna Elisa, che lo aiutava segretamente con la propria pensione per sostenere le spese dei primi allenamenti in Argentina.
Dopo aver superato avversari di alto livello come Zverev, l'atleta affronta ora la sfida contro Casper Ruud con una nuova consapevolezza. Con un ranking in forte ascesa che lo vede proiettato verso le prime venti posizioni mondiali, Darderi sottolinea l'importanza del ritorno del padre nel ruolo di coach a tempo pieno e cita Jannik Sinner come modello di riferimento per l'etica del lavoro e la determinazione nel superare ogni limite.






















