Cicinho: "Distrutto dall’alcol: in un giorno 70 birre e 15 caipirinhe. Oggi sono un pastore"
La rinascita di Cicinho: dal baratro dell'alcol alla fede
Cicinho, ex difensore di Real Madrid e Roma, ha condiviso una testimonianza cruda sulla sua passata dipendenza dall'alcol, iniziata precocemente all'età di 13 anni. Durante l'intervista, il brasiliano ha raccontato come il calcio sia stato per lungo tempo un mezzo per finanziare uno stile di vita sregolato, raggiungendo l'apice dell'autodistruzione durante il periodo trascorso nella Capitale, segnato da eccessi estremi e una depressione non dichiarata.
L'ex calciatore ha rivelato dettagli sorprendenti sulla sua carriera, ammettendo di essersi spesso presentato agli allenamenti ancora sotto l'effetto dell'alcol, riuscendo a nascondere la sua condizione a tecnici come Fabio Capello. Tra gli aneddoti più forti, Cicinho ha confessato di aver realizzato la maggior parte dei suoi tatuaggi da ubriaco per superare la fobia degli aghi e di aver vissuto momenti di tensione nello spogliatoio giallorosso, pur mantenendo un legame affettivo molto profondo con la città di Roma.
Oggi la vita di Cicinho è radicalmente cambiata: è sobrio da 14 anni e vive a San Paolo, dove lavora come opinionista televisivo. Oltre alla carriera nei media, ha intrapreso un percorso spirituale diventando pastore evangelico, un cambiamento che attribuisce al sostegno della moglie e alla scoperta della fede, che lo hanno aiutato a superare definitivamente i suoi demoni personali.























