Caldara: "Al Milan non ero più me stesso per gli infortuni, non so se chiamarla depressione"
Il ritiro di Mattia Caldara: tra i successi a Bergamo e il calvario degli infortuni
Mattia Caldara ha ripercorso le tappe salienti della sua carriera e i motivi che lo hanno portato al ritiro dal calcio giocato. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, l'ex difensore ha intrapreso un percorso come allenatore delle giovanili all'Alzano e si prepara a frequentare il corso per il patentino Uefa B a Coverciano, spinto dal desiderio di trasmettere ai ragazzi quanto appreso sul campo.
Il periodo più significativo della sua vita sportiva resta quello trascorso all'Atalanta, dove sotto la guida di Gian Piero Gasperini si è sentito pienamente realizzato. Caldara ha ricordato con affetto il legame con il tecnico nerazzurro e ha espresso il rammarico per aver lasciato troppo presto la Juventus di Allegri, perdendo l'opportunità di confrontarsi con campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e Chiellini.
L'esperienza al Milan rappresenta invece il momento più difficile, segnato da gravi infortuni al tendine d'Achille e al legamento crociato. Il difensore ha descritto un profondo disagio psicologico, spiegando come il dolore fisico e l'impossibilità di tornare ai propri livelli abbiano trasformato l'allenamento in una sofferenza, portandolo alla decisione definitiva di smettere.























