Bielsa e i finti studenti, droni, uomini nel cartongesso, il baseball... storia degli spioni nel calcio
La storia dello spionaggio nello sport: dai droni ai finti studenti
Il recente caso del Southampton, sanzionato per aver spiato un allenamento del Middlesbrough prima dei playoff di Championship, è solo l'ultimo capitolo di una lunga tradizione di spionaggio sportivo. Questo fenomeno, regolamentato severamente in Inghilterra dalla EFL dopo il celebre "Spygate" che coinvolse Marcelo Bielsa nel 2019, spazia dall'uso di tecnologie moderne come i droni a metodi decisamente più artigianali.
Bielsa è storicamente uno dei personaggi più associati a queste pratiche, avendo ammesso di raccogliere informazioni dettagliatissime sugli avversari tramite osservatori nascosti sugli alberi o finti studenti inviati a intervistare gli allenatori rivali. Tuttavia, lo spionaggio non risparmia altri sport e latitudini: dalle sanzioni per il furto di segnali nel baseball e nel football americano negli Stati Uniti, fino all'arresto di un analista canadese alle Olimpiadi per aver sorvolato con un drone il ritiro della nazionale femminile della Nuova Zelanda.
Anche il calcio italiano ha i suoi aneddoti celebri, come il preparatore del Genoa Luca De Prà, scoperto in mimetica nei boschi di Bogliasco mentre osservava la Sampdoria, o i sospetti di Marcello Lippi su un giovane Rafa Benitez nel 1996. Che si tratti di ansia da prestazione o di reale vantaggio tattico, la ricerca dei segreti altrui rimane una costante dello sport mondiale.























